Comunicazione

Lessico dell'italiano radiofonico (LIT)

Gabriella Alfieri – Stefania Stefanelli

Accademia della Crusca, Firenze

Firenze, Italia

stefania.stefanelli@libero.it


Gli studi sull’italiano contemporaneo hanno da qualche tempo individuato la varietà dell’italiano trasmesso come forma distinta rispetto alle due polarità fondamentali, quella dell’italiano scritto e quella del parlato. All’interno di questa varietà, il gruppo di lavoro costituitosi presso l’Accademia della Crusca di Firenze e composto da studiosi di varie università (Università di Firenze, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Catania) ha deciso di circoscrivere la categoria dell’italiano radiofonico in opposizione a quello televisivo e a quello cinematografico e di costituirne un Lessico di frequenza sia in versione cartacea che in CD.

La definizione di italiano radiofonico accolta dal gruppo individua questa varietà linguistica come un parlato programmato, caratterizzato dalla presenza di margini di spontaneità di ampiezza variabile in relazione a vari fattori; i principali sono: il progetto complessivo che sta alla base dell'emittente radiofonica o network, i generi radiofonici, le tipologie comunicative. Alla variabilità dei margini di spontaneità è presumibilmente da attribuire la presenza nel trasmesso radiofonico di alcuni e non di altri lemmi e la variabilità delle loro frequenze.

Si può fare un elenco dei generi radiofonici il più possibile ristretto in base ai loro contenuti e alle loro finalità esplicite, graduandoli da un massimo a un minimo di programmazione del parlato e contraddistinguendoli con la sigla con la quale compaiono nelle mascherine delle trascrizioni:

P pubblicità;
L letteratura (radiodramma, soap-opera, lettura sceneggiata ecc.);
N notizie (giornale radio, radiocronache, bollettini, programmi di servizio ecc.);
IC intrattenimento culturale (divulgazione scientifica, dibattiti politici ecc.);
IL intrattenimento leggero (varietà, giochi, programmi di musica leggera ecc.);

Sulla base dell'ascolto di diversi generi di programmi radiofonici siamo poi arrivati a individuare le seguenti tipologie comunicative:

m monologo;
d dialogo;
t telefonata;
m' monologo a più voci;
tf turno frammentato.

L'indicazione delle tipologie comunicative andrà poi incrociata con quella delle diverse modalità di esecuzione del parlato:

e parlato esecutivo (l'esecuzione di un testo);
p parlato programmato (per esempio, l'intervista in un programma culturale);
p' parlato semimprovvisato (per esempio quando si dà la libera esecuzione di una scaletta);
s parlato spontaneo (per esempio, in una intervista in esterni rivolta a dei passanti).

Abbiamo costituito il campione di parlato secondo criteri statistici opportunamente adattati alle nostre esigenze. In base al progetto dell'emittente si distinguono le radio a palinsesto, le radio di flusso (radio musicali) e le radio comunitarie: in tutto, tre strati tra i quali sono state distribuite le ore di registrazione, in modo tale che ogni strato sia rappresentato. Per ognuno di questi, le emittenti alle quali richiedere il trasmesso sono state individuate in base al criterio dell’audience combinato con quello della rilevanza socioculturale di ciascuna radio. Sono così state scelte otto emittenti: Radio RAI1, Radio RAI2, Radio RAI3, Radio DJ, RTL 102.5, Rete 105, Italia Radio, Radio Radicale; si è scelta inoltre una nona radio, Radio Vaticana, che presenta caratteristiche specifiche, per la quale verrà predisposta un'apposita appendice. Il corpus così delineato è costituito da 108 ore di trasmissione (12 ore per ciascuna delle 9 radio); le 12 ore complessive sono state suddivise in fasce di un'ora ciascuna e distribuite sulle tre giornate di rilevazione; le registrazioni sono state eseguite nei giorni di martedì, giovedì e sabato dell'ultima settimana del maggio 1995. La dimensione finale del campione di parole che abbiamo raccolto è superiore a 500.000 occorrenze che corrispondono ad un corpus di circa 68 ore di parlato trasmesso effettivo.

Si è poi proceduto alla trascrizione delle registrazioni così raccolte. Tenendo conto dell’ingente mole del corpus da trascrivere, le nostre scelte si sono orientate verso una trascrizione di tipo ortografico (non fonetico), lineare (non verticale né in colonne o a partitura) e a “testo continuo”, nella quale cioè eventi verbali (segmentali e prosodici) e contestuali vengono indicati nel testo secondo l’ordine temporale della loro occorrenza. Per la codificazione, abbiamo usato i principi del programma DBT creato da E. Picchi in una versione appositamente modificata.

Le ore di parlato registrate sono state poi raccolte in CD a un livello di compressione tale da non comprometterne le fondamentali caratteristiche acustiche, per consentire, a fianco della consultazione del volume che raccoglie le frequenze, sia una consultazione dei testi radiofonici con allineamento della voce alla trascrizione, sia un’indagine lessicale personalizzata mediante l’uso del DBT, già applicato con successo al metodo di ricerca lessicale in un corpus di testi letterari nella Letteratura Italiana Zanichelli (LIZ).

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